FAQ – Domande frequenti

La produzione di acqua potabile al naturale, che ancora è la normalità in Svizzera e che ci consente di mettere oggi a disposizione il 70% dell'acqua potabile senza ulteriori trattamenti, è in pericolo. La situazione è allarmante e l’approvvigionamento di acqua potabile svizzera è in pericolo data l’agricoltura industriale e le sue conseguenze, quali

  • l’uso eccessivo di pesticidi,
  • le eccessive emissioni di ammoniaca a seguito di importazioni di mangimi a livelli record per gli allevamenti animali industriali,
  • il pericoloso uso preventivo e regolare di antibiotici in allevamenti intensivi.
Nei nostri fiumi sono stati misurati fino a 128 pesticidi, in alcuni casi in concentrazioni superiori al limite di 0,1 μg / l. Ogni quinto punto di misurazione dell’acqua potabile ha già un contenuto di pesticidi e dei loro prodotti di degradazione che è superiore al valore limite. Nelle aree coltivate in modo intensivo, delle concentrazioni eccessive sono misurate presso il 70% dei punti di misurazione.

Ma invece di rafforzare finalmente la protezione delle acque e quindi implementare veramente la nostra legge, il Governo Federale vuole aumentare i valori limite per la maggior parte dei pesticidi nelle acque di superficie! Per il glifosato, il limite doveva in prima essere aumentato di 3600 volte, da 0,1 microgrammi a 360 microgrammi per litro. Secondo le ultime informazioni nella trasmissione «Rundschau» il valore limite verrà aumentato di 100 volte «solamente». Questo dice tutto sulla natura «scientifica» dei nuovi valori limiti per i pesticidi. Quali valori limiti andranno veramente in vigore si saprà nei prossimi mesi.

Troppo letame e ammoniaca a causa dell’importazione di foraggio

La Svizzera importa 1,2 milioni di tonnellate di mangime all'anno per sfamare l’esagerato numero dei suoi capi di bestiame. Il 50% della carne svizzera e il 70% delle uova e del pollame svizzeri sono prodotti con questo mangime importato. Il mangime importato porta ad elevate eccedenze di nutrienti sotto forma di letame e ammoniaca. Questi eccessi di nutrienti portano a concentrazioni eccessive di nitrati in molte riserve di acqua potabile. Il nitrato viene considerato cancerogeno.

La Svizzera causa con il suo allevamento intensivo le emissioni di ammoniaca più alte d’Europa (riferite alle aree coltivate). Così viola sia la legge ambientale svizzera sia gli accordi internazionali. L'ammoniaca è un gas molto pungente, incolore, idrosolubile e tossico. 2/3 degli input totali di azoto atmosferico in Svizzera provengono dalle emissioni di ammoniaca. 1/3 proviene da trasporti, industrie e le economie domestiche. Il 95% di queste emissioni di ammoniaca provengono dall’agricoltura – e il 90% di esse dall’allevamento di bestiame. Il gas ammoniaca - che contiene azoto - porta all’acidificazione ed eutrofizzazione dell'acqua, del suolo e delle foreste. Distrugge la biodiversità, danneggia l'ambiente ed i polmoni umani tramite il pulviscolo atmosferico. In molte sorgenti d'acqua potabile porta a concentrazioni di nitrati eccessive. Il nitrato è considerato cancerogeno.

Antibiotici

Oltre che dai mangimi importati, l'allevamento intensivo in Svizzera dipende da decenni anche dagli antibiotici. Sono circa 17 milioni di capi gli animali da fattoria che vivono permanentemente in Svizzera. La maggior parte del bestiame è allevato in vere e proprie fabbriche animali, in condizioni e con un livello di produzione per niente consoni alla loro natura. Senza antibiotici usati a tonnellate una produzione animale così intensiva non sarebbe possibile.

Gli antibiotici cosi largamente utilizzati giungono nei campi attraverso il liquame ed il letame e da lì nelle falde acquifere. Cosi promuovono l'emergere di batteri resistenti agli antibiotici. La Commissione Federale per la sicurezza biologica ha definito questi batteri essere «la più grande minaccia per la salute della popolazione in Svizzera». Nella medicina umana non si potranno più curare infezioni gravi, non eseguire più trapianti, chemioterapia e interventi chirurgici se sempre meno antibiotici efficaci saranno a portata di mano. Questo ci porterebbe indietro di 100 anni, indietro nel tempo a quando gli antibiotici non erano ancora disponibili. I batteri resistenti si diffondono attraverso le acque di superfice, il cibo, l’aria e l’acqua potabile.

Ciononostante, in Svizzera gli antibiotici possono continuare a essere utilizzati in modo profilattico nell'allevamento di bestiame, e vengono persino usati anche antibiotici di riserva.

No. L'agricoltura svizzera dipende oggi in forte misura dalle importazioni di mezzi operativi dall'estero quali i foraggi, i pesticidi, gli antibiotici, il petrolio etc. Se le frontiere venissero chiuse, la nostra agricoltura crollerebbe del tutto. Questo è esattamente l'opposto della sicurezza alimentare.

Per produrre una sola caloria alimentare, oggi l'agricoltura svizzera ne importa due! L’uso coerente dei sussidi governativi per una produzione alimentare senza pesticidi e rispettosa dell’acqua ridurrebbe la dipendenza dell'agricoltura svizzera dall’estero in maniera massiccia. Un’agricoltura orientata all’ecologia è la migliore assicurazione per mantenere la fertilità del suolo, la biodiversità e la qualità dell'acqua potabile e anche per prevenire il cambiamento climatico.

Al contrario, l’attuale produzione iperintensiva e mirata a una produzione massima fa danni al terreno, all’ acqua, alla biodiversità e al clima e quindi alla produzione alimentare futura. L'iniziativa aiuta a ripristinare dei suoli sani con alta resilienza e la capacità di trattenere l'acqua, perché questa è la base e la migliore assicurazione per la nostra sicurezza alimentare.

Potremo già ridurre la nostra dipendenza dall’ estero già notevolmente se riducessimo lo spreco di cibo (30 - 50%). Se sprecassimo meno cibo, potremmo anche compensare le diminuzioni dei raccolti, che possono verificarsi nella transizione verso un'agricoltura senza pesticidi.

Il calo dei raccolti nella transizione verso una produzione senza pesticidi è anche dovuto al fatto che i metodi di produzione ecologici sono ancora troppo poco studiati. Con l'aumento degli investimenti nella ricerca in questo campo, si scopriranno metodi e misure con lo scopo di migliorare le rese dell'agricoltura biologica. Anche questo è una rivendicazione dell'iniziativa!

La definizione di pesticida non è uguale a quella di prodotto fitosanitario

L'iniziativa usa il termine «pesticida» e non il termine «prodotto per la protezione delle colture» o «prodotto fitosanitario» che viene spesso utilizzato nei documenti ufficiali. L'iniziativa riguarda i pesticidi chimico-sintetici. I prodotti fitosanitari elencati nell'elenco delle risorse dell'Istituto di ricerca sull'agricoltura biologica (FiBL) non sono influenzati dalle richieste dell'iniziativa.

Perché il testo dell'iniziativa è stato formulato di conseguenza: «.... un effettivo di animali che può essere nutrito con il foraggio prodotto nell’azienda». Questo non significa, secondo l'uso linguistico comune che il bestiame debba per forza essere foraggiato esclusivamente con foraggio prodotto in azienda. Però significa che, in teoria, il produttore deve avere la possibilità di produrre il mangime per i propri animali nella propria fattoria. Se non fosse così il testo avrebbe dovuto specificare che il bestiame «deve essere nutrito con il foraggio prodotto nell’azienda». Con questa espressione nel testo dell’iniziativa, è quindi chiaro che è sempre ancora possibile vendere e acquistare foraggi a livello regionale.

Solamente tra il il 1° gennaio 2005 e il 1° gennaio 2019 sono stati ritirate dal mercato svizzero 146 sostanze attive per i pesticidi precedentemente approvate. Parte di esse hanno causato danni alla salute umana o all'ambiente, e questi danni vengono sopportati dalla popolazione.

L'ultimo esempio, che si spera presto sarà sulla lista dei pesticidi ritirati: la sostanza insetticida «chlorpyrifos». Essa ha un effetto negativo sullo sviluppo del cervello e sull'intelligenza di feti e bambini ed è sul mercato in Svizzera da 12 anni!

Un altro esempio: il glifosato, sostanza molto controversa in tutto il mondo e considerata «probabilmente cancerogena» secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Una nuova ricerca dimostra: «Il glifosato disturba la flora intestinale delle api». La ditta Monsanto ha pure brevettato il glifosato come antibiotico negli anni '70. Il glifosato è quindi noto come una sostanza antibiotica-efficace e agisce non solo contro i batteri, ma anche contro i funghi. La biologa Brigitta Kurenbach dell'Università di Canterbury in Nuova Zelanda ha scoperto che i batteri possono produrre resistenza agli antibiotici a causa del glifosato. Il Consiglio Federale sta considerando la rinuncia al glifosato.

Con l'iniziativa voremmo porre fine a tali situazioni insostenibili. Per decenni, migliaia di agricoltori hanno prodotto cibo in linea con l'iniziativa - senza pesticidi chimici-sintetici velenosi – essi ci indicano il cammino verso il futuro.

I costi di produzione non sono la vera causa degli alti prezzi dei prodotti alimentari in Svizzera. Essi dipendono dagli alti margini di copertura dei grandi distributori. L'iniziativa non può purtroppo influenzare questi margini dei principali distributori. Ma con una produzione senza pesticidi, il cibo diventa più sano, non più costoso!

E, se l'agricoltura convenzionale dovesse pagare per il danno conseguente alla sua produzione, che, secondo i calcoli di Avenir Suisse, ammonta a 7,9 miliardi di franchi all'anno, i suoi prodotti sarebbero molto più costosi di quelli prodotti in modo sostenibile.

Ciò dovrebbe essere mostrato alla popolazione invece di minacciare l'aumento dei prezzi, complicando o bloccando così la via verso una produzione alimentare più sostenibile.

L'iniziativa non proibisce alcuna forma di produzione. Vincola i sussidi diretti a una prestazione ecologica duratura. Propone anche nuove opportunità e prospettive: molti agricoltori coglieranno l’opportunità di differenziarsi con i loro prodotti ecologici dall’importazione. La «Swissness» viene di fatto incoraggiata dall'iniziativa.

I cambiamenti previsti dall'iniziativa consentiranno agli agricoltori di realizzare una conversione dell'agricoltura svizzera che si attende già da molto tempo. Nello stesso tempo essi rendono più resilienti e migliori i nostri mezzi di sostentamento – il suolo, l’acqua e l’aria - e li proteggono a lungo termine. Su questa base avremo cibo sano privo di pesticidi e acqua potabile pulita.

Già oggi l'agricoltura, con miliardi di sussidi, non raggiunge i suoi obiettivi ambientali e viola le leggi in materia di protezione delle acque e dell'ambiente. Le leggi esistenti devono comunque venire rispettate con o senza sussidi. L'agricoltura deve quindi obbligatoriamente proteggere l'ambiente già solo per legge. Tutti i piani d'azione sviluppati dalla Federazione, come ad esempio il «Piano d'azione dei prodotti fitosanitari», o la «Strategia nazionale resistenza agli antibiotici» o il «Piano d'azione sulla biodiversità» sono vincolanti per tutte le aziende, indipendentemente dal fatto che vogliano o no i pagamenti diretti.

Rispetto all'agricoltura europea, che è già una delle più intensive al mondo, l'agricoltura svizzera ha già un'intensità di produzione enormemente elevata. Un'ulteriore intensificazione (più uso di mangimi concentrati, pesticidi, numero di animali più elevato, più antibiotici profilattici, ecc.) sarebbe incompatibile con le leggi ambientali esistenti.

Ma invece di rafforzare finalmente la protezione delle acque e quindi implementare veramente la nostra legge sulla protezione delle acque, il Governo Federale vuole aumentare i valori limite per la maggior parte dei pesticidi nelle acque di superficie! Per il glifosato, il limite doveva in prima essere aumentato di 3600 volte, da 0,1 microgrammi a 360 microgrammi per litro. Secondo le ultime informazioni nella trasmissione «Rundschau» il valore limite verrà «solamente» aumentato di 100 volte. Questo dice tutto sulla natura «scientifica» dei nuovi valori limiti per i pesticidi. Quali valori limiti andranno veramente in vigore si saprà nei prossimi mesi.

Questi aumenti dei valori limite previsti sono una licenza gratuita all'agricoltura di utilizzare più pesticidi e violare il principio di precauzione.

Sia nel nostro paese sia all'estero possiamo fare a meno dell'uso di pesticidi. Da decenni ormai, migliaia di agricoltori producono alimenti in linea con l'iniziativa sull'acqua potabile - senza usare pesticidi di sintetici tossici. Con l’approvazione dell’iniziativa sulla sovranità alimentare dell'Associazione degli agricoltori svizzera, nel 2017 è stato iscritto nella Costituzione Federale che le relazioni commerciali debbano essere sostenibili. Importando cibo prodotto in modo sostenibile, la Svizzera ha ora più che mai una grande influenza su come il cibo viene prodotto all'estero. Di conseguenza, può contribuire a ridurre l'uso di pesticidi aldilà della frontiera Svizzera. Il commercio ed i consumatori hanno comunque da sempre potuto scegliere che anche gli alimentari importati provengano da una produzione sostenibile.

L'autosufficienza per il foraggio in Svizzera sembra essere ad un livello elevato - l’85%. Tuttavia, questo numero si riferisce esclusivamente al peso. Il valore nutrizionale è più significativo, poiché il 15% del mangime importato (soia e cereali) ha un valore nutrizionale tale da produrre il 50% della carne svizzera e il 70% delle uova svizzere.